WORKSHOP – VOCALITÀ – APPROFONDIMENTO

Ottenere una buona performance interpretativa sul palcoscenico di un teatro o davanti alla telecamera di un set cinematografico, oppure ancora nell’ambito di una trasmissione radiofonica, richiede, in primo luogo, competenze relative alla corretta impostazione della propria voce.

In tali contesti lavorativi, la voce costituisce certamente elemento portante e qualificante e risulta, quindi, fondamentale
– gestire la respirazione in maniera adeguata;
– saper valorizzare le proprie potenzialità vocali, senza provocare danni all’apparato fonatorio;
– articolare i suoni (o fonemi) della lingua italiana nel modo più possibile chiaro e libero da inflessioni e cantilene dialettali.

Su un lavoro di training, volto ad acquisire elementi pratici per la gestione ottimale e consapevole di questi aspetti, sarà strutturato il

WORKSHOP DI VOCALITÀ – IL RESPIRO CHE DIVENTA SUONO

che si terrà Sabato 22 giugno dalle 10.00 alle 19.00 presso l’Associazione Culturale Fantalica, specificatamente progettato per attori teatrali (professionali o professionisti) e cinematografici e per speaker radiofonici.

Il laboratorio sarà suddiviso in due fasi:
– la prima parte verterà sul movimento respiratorio e sulla presa di contatto con le parti del corpo abitualmente in esso coinvolte, fino ad arrivare a sperimentare la respirazione diaframmatica (di norma adottata nell’interpretazione teatrale);
– la seconda sarà incentrata sulla dizione e, in particolare, sulla corretta impostazione della pronuncia, a livello palatale, dei suoni vocalici e, a livello prepalatale, palatale, bilabiale, labiodentale, dentale, velare e alveovelare, dei fonemi consonantici.

Il docente, l’attore e regista RICCARDO MICHELUTTI, si è diplomato presso l’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Attualmente direttore della compagnia del Teatro Improprio presso il teatro San Marco di Udine, vanta una notevole esperienza professionale nel campo della recitazione teatrale e televisiva (quest’ultima comprendente anche attività di doppiaggio) e nella didattica della recitazione, della vocalità e della dizione.

Workshop di teatro – Il provino teatrale – Approfondimento

Mettere alla prova il proprio talento, è un passo inevitabile per chi, nel settore del teatro, vuoleb intraprendere un percorso formativo di livello o una carriera professionale.
Infatti, sia l’accesso a una scuola accademica, sia la partecipazione a uno spettacolo, implicano il superamento di un provino di selezione.

D’altronde, senza una preparazione mirata, questo appuntamento può trasformarsi in un vero e proprio “salto nel buio”, con il conseguente assottigliarsi delle possibilità di successo.

Può addirittura capitare che, anche solo di fronte al desiderio di partecipare a una selezione artistica teatrale, ci si senta disorientati ed emerga una sequela di dubbi e interrogativi del tipo: Come mi preparo? Cosa preparo? Cosa porto? E che così, magari, alla fine si decida di rinunciare.

Le risposte a queste domande e, in generale, gli elementi base per poter affrontare serenamente e con sicurezza, anche alla prima esperienza, un provino teatrale, saranno forniti sabato 6 luglio dalle 9.30 alle 18.30 presso l’Associazione Culturale Fantalica, nell’ambito del

WORKSHOP DI TEATRO – IL PROVINO TEATRALE

rivolto a chi ha comunque già acquisito pratica nel campo della recitazione teatrale, anche amatoriale.

Ogni partecipante al laboratorio dovrà portare un repertorio composto da un monologo, una scena dialogata e una canzone, di sua scelta, della durata massima di tre minuti per tipologia.

Ognuno di questi testi costituirà il materiale di lavoro utilizzato durante il workshop attraverso due fasi:

– dapprima, per una lettura a tavolino che, oltre alla focalizzazione sugli aspetti della dizione e della resa espressiva, consentirà un’analisi sotto il profilo dell’intenzione e dei significati nascosti “fra le righe”;
– successivamente, per una messa in scena, al termine della giornata.

Il docente, l’attore e regista Vittorio Attene, è da molti anni attivo e apprezzato nella pratica e nell’insegnamento della recitazione teatrale e cinematografica.

Fantalica celebra la Giornata Mondiale del Teatro

L’Associazione Culturale Fantalica vuole ricordare e celebrare insieme ai suoi soci la Giornata Mondiale del Teatro. Ad esprimersi quest’anno è Carlos Celdran, un artista visivo, performer, scrittore e attivista di Manila, nelle Filippine

Prima del mio risveglio al teatro, i miei insegnanti erano già là. Avevano costruito le
loro case e il loro approccio poetico sui resti delle loro vite. Molti di loro sono
sconosciuti, o sono a malapena ricordati: hanno lavorato nel silenzio, nell’umiltà
delle loro sale prove e nei loro teatri pieni di spettatori e, lentamente, dopo anni di
lavoro e risultati straordinari, sono gradualmente andati via da questi luoghi e poi
scomparsi. Quando ho capito che il mio destino personale sarebbe stato quello di
seguire i loro passi, ho anche capito che avevo ereditato quell’affascinante, unica
tradizione di vivere nel presente senza alcuna aspettativa, se non quella di
raggiungere la trasparenza di un momento irripetibile e un momento di incontro con
un altro nel buio di un teatro, senza ulteriore protezione se non la verità di un gesto,
di una parola rivelatrice.
La mia patria teatrale si trova in quei momenti di incontro con gli spettatori che
arrivano nel nostro teatro sera dopo sera dagli angoli più disparati della mia città,
per accompagnarci e condividere alcune ore, pochi minuti. La mia vita è fatta di
questi momenti unici, in cui smetto di essere me stesso, di soffrire per me stesso, e
rinasco e capisco il significato della professione teatrale di vivere istanti di pura,
effimera verità, dove sappiamo che ciò che diciamo e facciamo, lì sotto le luci del
palcoscenico, è vero e riflette la parte più profonda, più personale di noi stessi. Il
mio paese teatrale, mio e dei miei attori, è un paese intessuto di questi momenti, in
cui mettiamo da parte le maschere, la retorica, la paura di essere ciò che siamo, e
uniamo le nostre mani nel buio.
La tradizione teatrale è orizzontale. Non c’è nessuno che possa affermare che il
teatro esista in un qualsiasi luogo del mondo, in una qualsiasi città o edificio
privilegiato. Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia
invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto
unificante. Tutti i maestri del teatro scompaiono con i loro momenti di irripetibile
lucidità e bellezza e svaniscono tutti allo stesso modo, senza alcuna altra
trascendenza che li protegga e li renda noti. I maestri del teatro lo sanno, nessun
riconoscimento è valido di fronte a quella certezza che è la radice del nostro lavoro
di creare momenti di verità, di ambiguità, di forza, di libertà nel mezzo della grande
precarietà. Nulla sopravvive, se non i dati o le registrazioni dei loro lavori, in video e
in foto, che cattureranno solo una pallida idea di ciò che hanno fatto. Tuttavia,
quello che mancherà sempre in quelle registrazioni è la risposta silenziosa del
pubblico che capisce in un istante che ciò che accade non può essere tradotto o
trovato all’esterno, che la verità condivisa è un’esperienza di vita, per qualche
secondo, anche più diafana della vita stessa.
Quando ho capito che il teatro era un paese in sé, un grande territorio che copre il
mondo intero, è sorta in me una determinazione, che è stata anche il compimento
di una libertà: non devi andare lontano o spostarti da dove sei, non devi correre o
muoverti. Il pubblico c’è ovunque tu esisti. I colleghi di cui hai bisogno sono là al tuo
fianco. Là, fuori da casa tua, c’è la realtà quotidiana opaca e impenetrabile.
Lavorerai, quindi, da quell’apparente immobilità per progettare il più grande viaggio
di tutti, per ripetere l’Odissea, il viaggio degli Argonauti: sei un viaggiatore immobile
che non cessa mai di accelerare la densità e la rigidità del tuo mondo reale.
Il tuo viaggio è verso l’istante, il momento, verso l’incontro irripetibile con i tuoi
simili. Il tuo viaggio è verso di loro, verso il loro cuore, la loro soggettività. Tu viaggi
dentro di loro, nelle loro emozioni, nei loro ricordi che risvegli e metti in moto. Il tuo
viaggio è vertiginoso e nessuno può misurarlo o metterlo a tacere. Né qualcuno può
riconoscerlo nella giusta misura. E’ un viaggio attraverso l’immaginazione della tua
gente, un seme che viene seminato nelle terre più remote: la coscienza civica, etica
e umana dei tuoi spettatori. Perciò, non mi muovo, rimango a casa, con i miei cari, in
una quiete apparente, lavorando giorno e note, perché ho il segreto della velocità.
Carlos Celdran

La  Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese. Dal 27 marzo 1962, la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai Centri Nazionali dell’I.T.I. che esistono in un centinaio di paesi del mondo.
L’Istituto Internazionale del Teatro è stato creato nel 1948, per iniziativa dell’U.N.E.S.C.O. e di personalità famose nel campo del teatro, ed è la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti della scena.
L’I.T.I. cerca “di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro,sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’U.N.E.S.C.O.”.

OpenDay – Fantalica Aperta 6 aprile 2019

Per far conoscere maggiormente le attività proposte per il periodo primaverile, l’Associazione Culturale Fantalica propone ai soci e a tutti gli interessati, una giornata OpenDay – Fantalica Aperta con spettacoli, mostre e laboratori gratuiti che avranno come elemento comune la volontà di sensibilizzare all’arte e all’utilizzo creativo e consapevole del proprio tempo libero, hobby o passione. L’associazione Fantalica spazia tra tantissime discipline artistiche diverse: recitazione teatrale e cinematografica, disegno e pittura, scrittura creativa, taglio e cucito, fotografia, danza, comunicazione, dizione e di fumetto.

OpenDay – Fantalica Aperta 6 aprile 2019

RECITAZIONE TEATRALE E CINEMATOGRAFICA – Continua la proposta di percorsi sulla recitazione. Caratteristica di tutti questi percorsi sulla recitazione è quella di potersi avvicinare a questa bellissima forma d’arte in modi diversi, a seconda delle proprie aspirazioni. L’associazione Fantalica, negli anni, ha sviluppato diversi percorsi specifici per ogni livello di passione. Potrete trovare un percorso dedicato a chi, non avendo mai sperimentato questa forma d’arte, vuole avvicinarsi ad essa per conoscerla e sperimentarla, percorsi condotti da diversi attori dedicati a chi, ha scoperto la sua passione verso l’arte della recitazione, e desidera coltivare questa espressione nel suo tempo libero, ed infine un nuovissimo percorso a chi aspira realizzare questa forma d’arte in modo professionale.

All’evento dell’openday tutti potranno partecipare a delle lezioni aperte e gratuite grazie alle quali sarà possibile conoscere e sperimentare i diversi approcci alla recitazione, tutti veramente interessanti ma anche divertenti.

Molière e l’Avaro

Molière un artista eclettico e stravagante arriva a teatro  nel XVII sec con sua opera più terrena: “l’Avaro”. Una commedia che riflette la società parigina del 1600 attraverso il valore del denaro. Molière e l’Avaro: un tema sentito all’epoca tanto quanto al giorno d’oggi.

Molière e l’Avaro

L’artista lascia i suoi studi d’avvocato per fondare una compagnia teatrale “l’Illustre Théatre”. Attraversa la Francia per proporre le sue opere, fin quando non riscuote successo alla corte di Luigi XIV e la sua compagnia diventa la “compagnia reale”.

Il drammaturgo compone i suoi capolavori, in cui si rivolge alla critica della società seicentesca nella sua interezza; dai ricchi ai poveri, ma soprattutto chi non riesce a dare un vero apporto alla società.

 

Molière e l’Avaro

In questo contesto si situa L’Avaro, una commedia in cinque atti. Il protagonista è Apargone, la cui avarizia ha soffocato la coscienza e il sentimento. Pur di non abbandonare le proprie ricchezze, arriva persino ad ingannare i suoi propri figli.

Arpagone, dunque, protagonista tragicomico mette in mostra tutte le “miserie” di un uomo che vive al fine di accumulare beni e denaro, non per migliorare la sua vita ma esclusivamente per goderne del possesso. Possederlo è ragione di vita e di esistenza. Il non averlo è il nulla, il buio. Il filo conduttore dell’opera è il legame patologico di Arpagone ad una cassetta, ove sono custoditi tutti i suoi denari. La perdita di questa lo trascina alla disperazione assoluta. È dispettoso, astuto, invidioso, con aggravanti psicologiche di una vecchiaia non sana.

In conclusione il protagonista ironicamente invita il pubblico a riflettere sulla morale dell’opera, ovvero sulla continua ricerca di denaro di ognuno di noi, e che in fondo siamo tutti un po’ Arpagone.

Molière si limita a ritrarre gli uomini come sono, a disegnare campioni di dissennatezza, monomaniaci in bilico tra commedia e tragedia che suscitano risate, ma anche amare riflessioni sulla natura umana.

Il drammaturgo fu vittima di critiche per le sue opere, attraverso le quali cercava di trasmettere messaggi educativi che però risultavano immorali secondo i critici del tempo. Molte di queste erano di altri autori che risentivano della sua figura eclettica nel teatro; egli era autore e attore al tempo stesso e quindi conosceva bene le esigenze del pubblico e l’arte della recitazione.

Molière e l'Avaro